sabato 22 maggio 2010

La GOOGLE TV finally!!!!

Lo lascio così come da POST


Google pensa alla TV e a un nuovo formato per i video

Smart TV sarà installato nei televisori per vedere i video online e utilizzare le applicazioni
WebM è un nuovo formato video aperto che potrebbe cambiare il modo di vedere i filmati sul Web
Google è già motore di ricerca, servizio di posta elettronica, produttore di software per cellulari, piattaforma per la pubblicità online, sviluppatore di un browser tutto suo e tra poco potrebbe anche essere il distributore di una nuova piattaforma per la televisione e di un nuovo sistema per i video online. Il primo progetto sarà presentato nella giornata di oggi, riferisce il Los Angeles Times, e dovrebbe coinvolgere alcuni partner come Sony, Intel e Logitech.
Il nuovo sistema dovrebbe chiamarsi Smart TV e sarà installato direttamente sui televisori e sui decoder in grado di collegarsi a Internet. Permetterà di vedere i video disponibili online, scaricare film a pagamento e naturalmente navigare. Il modello è simile a quello già sperimentato per gli smartphone: Google offre la piattaforma, i produttori i dispositivi e gli sviluppatori le applicazioni per arricchire l’offerta specialmente sul fronte dell’intrattenimento.

Il secondo progetto, invece, si chiama WebM ed è stato presentato nel corso della Google I/O Conference che terminerà nella giornata di oggi a San Francisco (USA). Il nuovo sistema video sarà open source, dunque messo a disposizione di tutti, e potrà essere utilizzato direttamente dai browser, sfruttando gli standard HTML5.
Imporre un nuovo sistema per la codifica e la riproduzione dei video non sarà semplice, ma Google sembra avere tutte le potenzialità per potercela fare, raccontano su Cnet. Il motore di ricerca ha una presenza ingombrante sul Web, distribuisce un proprio browser e nel campo dei video detiene ormai da anni la leadership grazie al trafficato YouTube. Infine, le risorse economiche alla società non mancano e potrebbero rivelarsi fondamentali, anche nel caso delle immancabili azioni legali sui brevetti contenuti nel nuovo WebM.
Il progetto è ambizioso e Google non vuole perdere tempo. A partire dai prossimi giorni, i video caricati su YouTube saranno compressi e codificati con il nuovo WebM per testarne le capacità e sperimentare nuovi sistemi basati su HTML5, l’ultima evoluzione del codice con le quali sono costruite le pagine online, compresa quella che state leggendo ora. I tempi rapidi sono stati resi possibili anche dalla recente acquisizione di On2 Technologies, società specializzata nella realizzazione di sistemi per la codifica audio e video.
I presupposti per fare bene ci sono, ma la concorrenza? Al momento è molto agguerrita e non renderà la vita facile a WebM. Uno dei sistemi per decodificare i video più diffuso online al momento si chiama H.264, funziona bene ed è tra i preferiti di alcuni grandi protagonisti dell’informatica come Apple e Microsoft. A differenza del nuovo sistema proposto da Google, però, H.264 non è open source e viene distribuito con molte limitazioni. In compenso, H.264 se la cava bene con Flash, il piccolo programma di Adobe utilizzato per realizzare buona parte dei lettori video disponibili in Rete.
Dunque l’appena nato WebM rischia di finire da subito in un vicolo cieco? Non necessariamente. Molti produttori di browser sono ormai stufi di dover ricorrere a un programma esterno, quello di Adobe per esempio, per poter gestire i file video. Il motivo è semplice: un software esterno può causare problemi di compatibilità, a volte rallenta le prestazioni del browser e soprattutto offre poco controllo a chi produce i programmi per navigare online. Con i giusti accorgimenti, WebM potrebbe essere riprodotto direttamente dai browser, escludendo così la necessità di un plugin grazie allo standard HTML5.
L’unico grande tallone d’Achille, almeno inizialmente, per il nuovo formato proposto da Google potrebbe essere l’hardware. Il formato H.264 viene interpretato direttamente dall’hardware dei computer, cosa che alleggerisce il lavoro sul lato software evitando rallentamenti e nei casi dei dispositivi mobili una rapida fine della batteria. WebM non potrebbe fare da subito affidamento sull’hardware, cosa che potrebbe rallentare la sua adozione online. Il problema interessa comunque il breve periodo, la progressiva affermazione del nuovo sistema e la presenza ingombrante di Google indurranno probabilmente i produttori hardware ad aggiungere il supporto per WebM.

venerdì 21 maggio 2010

Sole e Acciaio...

Questo libro che ho terminato i giorni scorsi non per la prima volta, e quasi sicuramente non per l'ultima: è un testo personalmente di non immediata  comprensione in particolare di alcuni concetti filosofici. 
Non ho svolto studi umanistici e non ho una cultura filosofica tale da consentirmi una scorrevole lettura di questo testo. Questo mi ha portato a  leggere con attenzione ogni frase riflettendo sul contenuto 
La conoscenza dell'autore, della sua filosofia, dei suoi romanzi (non ho ancora letto tutto) e della sua vita, facilitano l'avvicinarsi al suo tempio privato. Difatti sole e acciaio è una profonda analisi introspettiva dell'autore stesso in un momento particolare della sua vita in cui decide di migliorare il proprio fisico (il giardino) dopo aver curato il suo io intellettuale (la casa) tramite il calore e lo splendore del sole e l'ausilio dell'acciaio dell'aratro e della zappa. Una libera scelta che abbiamo tutti noi di nel gestire al meglio il nostro giardino senza lasciare questa responsabilità al destino. Una analisi dell'io corroso delle parole e dal loro rapporto con la realtà: la parola è un mezzo che trasforma la realtà per trasmetterla alla nostra comprensione. Un processo di trasformazione a volte deleterio.
L'intera introspezione passa attraverso estetica, stili letterari, azione fisica, esperienze autobiografiche, i diari di Amiel e l'immancabile ed affascinante romanticismo per la morte che a noi occidentali fa tanto ribrezzo o forse solo paura. Due anni dopo questo libro, Yukio Mishima si suiciderà secondo l'antico e formale rituale del seppuku, subito dopo aver arringato i soldati in una base militare mentre aveva ne aveva in ostaggio il comandante:  sollecitando virtù e valori dimenticati che hanno lasciato lo spazio al consumismo e alla cura dell'interesse personale.

sabato 24 aprile 2010

RLM 101: il corpo faccia quello che vuole io sono la mente...

Questa frase ha una forza devastante soprattutto se detta da una donna di 101 anni, lucida, consapevole e tesa a tenere alta l'attenzione della ricerca "mancata" nel nostro Paese, con conseguente fuga di cervelli.
Rita Levi Montalcini, in questa intervista di Riccardo Luna in occasione del suo compleanno (22 aprile 2010), esprime la sua priorità nel desiderare come regalo "...più interesse e sostegno per la ricerca..." nonostante "...l'Italia sia ricchissima di materiale umano...".
Ascoltare questa, purtroppo breve, intervista è motivo di emozione e di riflessione: sia sul tempo e di come questo vada spesso sprecato...e su come vadano sprecate risorse fondamentali per lo sviluppo di un Paese che ha un futuro e che in un futuro ci crede. Ma forse il problema vero sta proprio nel fatto che la vista dei nostri "statisti" è pari alla data delle prossime elezioni anziché all'arrivo della prossima generazione...

Rita Levi Montalcini - L'intervista



Da WIRED.IT

Sul suo volto il tempo ha disegnato i segni di giorni lieti e giorni amari. Giorni a cui le ha saputo aggiungere vita, usando un'espressione che le è cara. Rita Levi Montalcini ha festeggiato 101 anni ma è stata lei a fare a tutti un grande regalo. Il suo compleanno si è trasformato in una diretta web dedicata al tema della ricerca che da Bologna su Rita101.tv si è propagata a in tutta Italia grazie a 200 web tv collegate in contemporanea e alle tante adesioni arrivate anche dai grandi gruppi, da Repubblica.it a Corriere.it, da Treccani.it ai Rainews24, fino a Sky, che ha trasmesso la diretta sulla sua piattaforma. E poi i collegamenti via Skype dei nostri “italiens” rapiti dalle università degli altri paesi e i racconti di chi, invece, resta. Rita ha saputo essere il motore di una tempesta che ha attraversato la Rete. Eccone un breve riassunto.
 LE DIFFICOLTA' DI FARE RICERCA IN ITALIA
Visto come stanno le cose in Italia preferisco rimanere qui” ammette amaro un ricercatore in collegamento da Washington. I motivi li sintetizza Riccardo Iacona, autore dell'inchiesta “Viva la Ricerca”, in cui ha raccontato la storia del team del professor Merletti, del Politecnico di Torino, dove 2/3 dei personale che fa ricerca è precario. Il gruppo di lavoro “straordinario” di Merletti si è tristemente smembrato. L'entusiasmo dei giovani non è infinito: si arrende alla precarietà e alla mancanza di prospettive per il futuro. “O dai una stabilità, oppure i ricercatori scappano all'estero, dove li assumono senza nemmeno guardarli in faccia, solo leggendo il curriculum. Se potessero tornare, tornerebbero, ma non a queste condizioni” taglia corto Iacona. I motivi di questa situazione li spiega Andrea Cammelli, direttore di Alma Laurea: “L'Italia spende poco in ricerca, solo l'1,2 % del Pil. La Germania spende due volte tanto, i paesi scandinavi il triplo”: Altra anomalia: lo scarso legame con i privati, che nella ricerca investono poco. E se le risorse sono poche, il rischio di spenderle male è ancora più alto. “L'Italia è un mondo d'indecisione, di burocrazia, di finanziamenti dati e poi negati” spiega Marcello Vecchi, del centro ricerche Enea.

LA FORZA E L'ESEMPIO DI RITA: UN'ICONA DELLA SCIENZA
Il corpo faccia quel che vuole, io sono la mente”. A Rita Levi Montalcini il coraggio e la forza di volontà non mancano. E' stata capace di rimettersi in piedi e tornare a camminare appena dopo un mese e mezzo la rottura del femore, come ha raccontato il direttore di Wired Italia Riccardo Luna, che l'ha incontrata per una breve intervista. Del resto Rita ha dovuto fare i conti con le leggi antiebraiche e con i tutti i pregiudizi che in Italia le donne continuano ad incontrare. Ma non si è mai arresa. Lo dimostra anche adesso, continuando a curare il lavoro dell' Ebri, l'istituto di ricerca sul cervello, da lei fondato e che è un fiore all'occhiello nel panorama mondiale.
La scoperta del fattore di crescita nervosa, che le è valso il premio Nobel per la Medicina, continua ad essere fonte di nuove ricerche. Tutto questo la rende un emblema per chi stringe i denti e continua a credere nell'impegno quotidiano per migliorare la conoscenza umana, in maniera disinteressata, guidata soltanto dall'amore per il mondo. E' per questo che continua ad essere un punto di riferimento per i ricercatori. Lo testimoniano i videobox, i post su Twitter, le mail di tanti che, in Italia e all'estero, stringono i denti e continuano a crederci. Quelli che non mollano e che la considerano una sorta d'icona. Come Rachele Castro, siracusana, che dopo la laurea, insieme ad altri colleghi, s'impunta. E fonda un'azienda che fa ricerca investendo tutto sull'innovazione legata all'ambiente. Come il Collettivo 99 dell'Aquila, un gruppo di tecnici interdisciplinari e dottorandi di ricerca, che stanno progettando di ricostruire la città in maniera ecosostenibile.

L'INTERVISTA DEL DIRETTORE DI WIRED E GLI AUGURI DELLA RETE
Il regalo più grande è il sostegno alla ricerca nel nostro paese”. Rita non ha dubbi e lo dice chiaramente a Riccardo Luna, che è andato a trovarla per un colloquio nella sua casa di Roma. “Il capitale umano dei giovani ricercatori è il più grande patrimonio del nostro paese e non è mai stato considerato. Ed è un capitale superiore a quello di tanti altri paesi”. Il pensiero di Rita sono sempre loro, i giovani ricercatori.
È da lei, una delle tre grandi donne che ho avuto la fortuna d'incontrare quest'anno, insieme a Shrin Ebadi e a Yoani Sanchez, che mi è arrivata l'ispirazione a candidare Internet al Premio Nobel per la Pace” racconta il direttore di Wired. Internet, che Rita Levi Montalcini ha definito senza dubbio la più grande invenzione del Novecento. Internet, quella rete di persone che hanno riversato il loro affetto su di lei. Una geek girl di 101 primavere.

lunedì 8 marzo 2010

VISITORS...6+

a grande richiesta...dedicato a Betty!

Allora...provo imbarazzo, ma ho praticamente avviato Mediaset Premium appositamente per vedere questa serie che, almeno dai trailer e qualche breve stralcio, avevo provato a vedere dal novembre 2009. Pertanto devo dire che le aspettative erano notevoli e questo di solito non aiuta a dare un valido giudizio su quanto visto.
Ho comunque voluto rivedere alcuni episodi del primo Visitors del 1984. Del quale avevo un ricordo migliore, avvincente, figo...guardate qua...l'unico aggettivo che mi viene in mente è patetico. 
Visitors 1984


L'ho trovato datato e per niente futuristico. Anche se devo ammettere che dentro di me ha lasciato un ricordo che la notizia di una nuova serie, mi ha effettivamente entusiasmato!



ma veniamo alle impressioni sul primo episodio andato in onda il 4 marzo scorso sul canale Joi di Mediaset Premium. SUCCEDE TUTTO NELLA PRIMA PUNTATA...!!!

E' il Visitors del dopo 11 settembre. 
Mentre il primo episodio iniziava con il contrasto della astronave aliena ed un teschio umano semi emerso da degli scavi archeologici. Apparizione silenziosa ma imponente delle grandi astronavi che sovrastano le principali città del pianeta.

Nella nuova versione invece, appaiono scombussolando non poco la vita sulla terra, forti vibrazioni, crolli, un F16 precipita in una città deserta in pieno giorno seguito da un inquietante pilota svenuto/morto che scende lento appeso al suo paracadute e soprattutto simboli religiosi che cadono. In particolare un crocifisso cade faccia in giù frantumandosi.
Il vero problema (per me che ho già vista la prima serie tamarra) gli eventi si susseguono molto rapidamente come se "lo sappiamo come si evolve la storia...".  Avendo la pazienza di vedere alcuni episodi della serie del 1984, ho notato che solo alla 4ta puntata, si coinvolgono i giovani in una sorta di associazione paraextraterrestre mirata alla conquista dei cuori e delle menti, solo dopo il 5° o meglio al 6° episodio si incomincia a parlare di ribellione di V rosse sui muri; non ricordo esattamente da quale episodio, ma non al primo, si scopre la pelle verde dei lucertoloni antropomorfi di un altro pianeta...

ORA SUCCEDE TUTTO NELLA PRIMA PUNTATA: TUTTO IN 45'!!!

Ad essere ottimista, possono svilupparsi solo i seguenti scenari:
  1. Ok c'è già stata una serie che ha avuto un suo percorso narrativo ben definito e documentato;
  2. Questo non è l'esatto remake della precedente serie;
  3. Vuol dire che ci sarà un altro percorso narrativo che ha preso spunto dal precedente ma che ha ancora tanto da dire... (e le aspettative crescono)
L'elemento religioso ha un peso maggiore e sono curioso di capire quanto lo estenderanno nel resto della serie: il protagonista maschile, è un prete cattolico perplesso della posizione dello stesso Vaticano nell'appoggiare i visitatori. Ma emerge che i visitors, non fanno la loro prima visita sulla terra: stanno occupando ormai postazioni di rilievo tali da gestire e influenzare elementi chiave in ambito politico, religioso e culturale. Questa invasione, rispetto a quella della prima serie, è più organizzata e più subdola. 
Non a caso ho parlato di Visitors post sept 11: si parla di cellule terroristiche che in realtà sono composte da Visitors da anni sulla terra. Molto prima dell'effettivo arrivo delle astronavi...

Mio malgrado non posso valutare il tutto oltre il 6+...

Nel contempo sono contento che questa serie non sarà l'esatto remake della precedente, che è più in linea con i tempi nostri e che pertanto ci sarà un nuovo percorso narrativo che spero ci faccia dimenticare precedente serie (riscoperta ahimé tamarrissima) della quale avevo ricordi migliori di quanto mi potessi effettivamente ricordare...ebbravo youtube!!

Date un'occhiata alla versione spagnola dei V VISITORS degli anni '80....paura




domenica 7 marzo 2010

SHUTTER ISLAND...voto 9

Alfred Joseph Hitchcock
...chi conosce il regista che ha creato la suspance, il thriller, l'uso della musica per accrescere tensione e attenzione, le innovative modalità di ripresa...avrà piacere di ritrovare queste caratteristiche, e molto di più, nell'ultimo film di Martin Scorsese
Per chi volesse levarsi la curiosità di trovare queste affinità al quale Scorsese si è ispirato, dopo essere andati al cinema,  suggerisco:
- Notorius  (1946)
- Psyco (1960)
questa è solo una piccola parte della voluminosa filmografia di AJH. Vi prego di non farvi spaventare dalle date ma piuttosto di come tecniche di ripresa, sceneggiatura, inserti musicali e intreccio storico del racconto siano talmente nette e chiare da poter ispirare un film, con successo, del secolo successivo.
locandina
Ho aspettato questo film da quando erano emerse le prime info su internet. Non è un film horror come può sembrare da alcuni elementi del trailer, ma un ottimo mix di suspance, intreccio, feed back, colpi di scena...qualche sapiente trucco per farti saltare sulla sedia al momento giusto...insomma bello. Soprattutto perché la trama si articola per tutta al durata del film senza far trapelare il reale stato delle relazioni tra i personaggi se non nelle ultime scene...con non poche perplessità per i più...
Devo spendere due parole sul protagonista che in questo film ha dato prova di crescita professionale lasciandosi alle spalle la figura di belloccio con volto da bambino.
Teddy Daniels
Credibile nelle diverse situazioni che affronta riesce a farci credere sino alla fine di essere vittima di un complotto e...ma andate a vederlo.
Leonardo di Caprio  è Teddy Daniels, agente federale che arriva a Shutter Island a largo di Boston per indagare sulla fuga, a dir poco misteriosa, di una paziente detenuta presso il manicomio per criminali che ha sede nell'isola. Purtroppo, non riusciranno più a lasciare l'isola. Una tempesta preannunciata già al loro arrivo li inchioda all'isola, ma non sarà l'unica causa. Per via dei continui malesseri di cui soffre il protagonisti, già dal primo arrivo all'isola, l'agente Teddy Daniels, assume dei farmaci che se da una parte lo aiutano a non avere mal di testa gli provocano allucinazioni e frequenti ritorno al passato e ai drammatici avvenimenti vissuti in europa 10 anni prima in occasione della liberazione del campo di sterminio nazista di Dachau. Il direttore del carcere, il dr. Cawley (Ben Kingsley) non sarà un estremo esempio di collaborazione nelle indagini. Ma la svolta arriva quando a seguito di una forte pioggia, Teddy Daniels, è costretto a vestirsi come un inserviente e riesce ad arrivare al controllatissimo blocco C nel quale sono rinchiusi i criminali più pericolosi...
...credete che la follia sia contagiosa?


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